Slowmotion - Viaggi fotografici e Workshop di Fotografia
 

Intervista a Roberto Zampino pubblicata su giornalesiracusa.com

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  • Data: 20 / 09 / 2014

Quello che una foto e il suo autore devono compiere è un incantesimo, attirare l’occhio di chi guarda in una trappola di luci e di ombre, nitidezza e contrasti. Ammirare e assaporare ogni dettaglio, ogni soggetto, tutto in un’esperienza che il fotografo ha vissuto e che vuole far riscoprire.

Questo è quello che succede guardando le foto realizzate da un siracusano, Roberto Zampino, un  giovane talentuoso, un professionista a tutti gli effetti. Il photographer ha studiato e viaggiato, scattando in tutto il mondo.

La sua casa però rimane Siracusa e in questa intervista Roberto racconta dei progetti che attraverso la fotografia e l’amore per la città aretusea vuole realizzare. Tutto parte da un boeing della “Emirates Airline” in direzione Cipro. Un altro viaggio, un’altra sfida, un’altra intervista per il Giornale di Siracusa.

 

- Cosa vede Roberto Zampino puntando il proprio obiettivo alla sua città? È cambiato il tuo sguardo andando in giro per il mondo e ritornando a casa?

Attraverso la mia lente vedo una delle città più belle del mondo e tra quelle con il potenziale turistico maggiore. Viaggio molto per lavoro e per diletto, ciò mi ha insegnato ad apprezzare più consapevolmente la mia città.

Ogni volta che punto il mio obbiettivo su Siracusa me ne innamoro di più. Ne sono follemente innamorato ed è questo il motivo che mi ha spinto a rinunciare momentaneamente ad opportunità lavorative all’estero. Ho deciso che la mia attività doveva partire da qui.

Ho il desiderio che questa terra venga riconosciuta per la sua unicità e bellezza. Il vero problema è che noi Siracusa abbiamo smesso di meravigliarci e non riusciamo ad apprezzare le unicità che Siracusa ci regala.

“Quando amate qualcosa abbiate il desiderio di condividerla e farla apprezzare. Lo stesso con Siracusa e la Sicilia”.

- Ultimamente Roberto si è cimentato in un impresa, letteralmente, non solo lavorativa ma anche fisica. Fotografare i praticanti e cimentarsi nel “deep water solo”. Al di là dello sport estremo, è stato altrettanto difficile catturare gli scatti giusti? Sei riuscito a trasmettere la tensione e lo sforzo, la passione e l’amore per questa disciplina?

Una domanda inaspettata! Il “deep water solo” (DWS) è una disciplina che proviene dall’arrampicata libera, ovvero senza protezioni di alcun tipo ma, in questo caso sopra il mare, scalando su falesie a strapiombo, grotte e scogli fino a 25m di altezza. Una sfida continua tra mente e corpo, ed è questo che ho cercato di trasmettere attraverso le fotografie. Il DWS è una costante battaglia di concentrazione e forza, tensione e conoscenza del proprio corpo, tutto ciò poteva essere catturata solo se prima vissuto di persona.

 

Questa è sempre la maggiore difficoltà: vivere una situazione per essere capace di raccontarla.

- Promuovi il tuo lavoro attraverso il progetto Slowmotion? In cosa consiste esattamente?

‹‹Slowmotion›› è nata dalla mia passione per il viaggio, l’amore per la fotografia e la voglia di far qualcosa per la mia terra. Un luogo come pochi al mondo che attraverso la fotografia verrà esplorato compreso e condiviso.

Attraverso ‹‹Slowmotion›› voglio creare un incoming fotografico in Sicilia. Una tipologia di turismo interessata e attenta, intenta a scoprire una Sicilia diversa da quella dei tour classici. I viaggiatori impareranno ad apprezzare i dettagli e raccontare una storia personale e emozionante attraverso la fotografia.

- Istruzione alla scatto e vivere la fotografia. Quali sono i tuoi metodi, insomma cosa ci si può aspettare da una vacanza fotografica con RZ ?

Il mio metodo è semplice , fare della fotografia il mezzo di interazione con il mondo per eccellenza. Gli studenti e i viaggiatori si relazioneranno con il ciò che li circonda con un occhio differente e con una sensibilità accentuata. La fotografia li spingerà a parlare con sconosciuti, esplorare, abbattere le barriere dettate dai luoghi comuni. Con il mio metodo cerco di far comprendere come la fotografia si scatta prima del click, riuscire ad instaurare rapporti, comprendere le situazioni, essere accettati, prevedere tempo e azioni. Solo alla fine viene il click. Amore e il genuino interesse si celano dietro ogni grande scatto, che sia fatto con un iphone o con una reflex.

- Puoi descrivere un’esperienza particolare vissuta in uno dei viaggi con i tuoi allievi?

Non andiamo lontani, una delle più belle esperienze l’ho vissuta qui a Siracusa durante un workshop di fotografia di strada e viaggio. Avevo dato delle “task” ai miei studenti, una di queste era fare dei ritratti a sconosciuti oppure alla domanda a trabocchetto ‹‹quante volte hai visitato Siracusa?›› dovevano rispondere ‹‹mai vista prima!›› La mia intenzione era far comprendere che il viaggio inizia quando si incomincia ad osservare diversamente. Qualche giorno dopo ricevo un tema di un mio studente nella quale scrive che per la prima volta in vita sua aveva scoperto Siracusa. Quella è stata una vittoria personale, ciò a cui aspiro durante tutti i miei corsi. Far vivere la magia di un luogo e far apprezzare le bellezze spesso celate dalla nostra insensibilità.

 

- Siamo la generazione dei selfie e di instagram. Pensi che sia un processo e un degrado irreversibile oppure i social possono essere la nuova golden age della fotografia?

Credo che una risposta argomentata potrebbe richiedere un intervista a parte! Entrambe le opzioni che presenti sono discutibili. concordo con entrambe e allo stesso tempo ho qualche perplessità . Ciò che credo sia certo e importante per ‹‹Slowmotion›› e Siracusa è che la condivisione immediata e senza limiti di immagini su social possa promuovere il turismo e la curiosità.

I miei viaggi porteranno i miei studenti ad avere immagini incredibili e di altissima qualità che venendo condivise susciteranno interesse e voglia di vivere in prima persona i luoghi narrati dalle fotografie viste nei social.

- Quantità e poca, anzi rarissima qualità. È ancora possibile educare lo sguardo e la mano di chi, ignorantemente, scatta?

Se ci fai caso la qualità non è così rara, una buona foto la si incontra spesso nel marasma dei social. Quello che manca è il contenuto. Una bella foto senza contenuto è fine a se stessa. Una brutta foto con una storia assume immediatamente un altro significato. Non educo solo allo sguardo o la mano ma mi concentro nell’educare allasensibilità e alla curiosità. Questi due sono gli elementi che ti spingo ad osservare e scattare meglio. Non manca la qualità visiva ma la profondità emozionale, senza sensibilità e curiosità la foto non ha significato.

- Turismo fotografico e workshop giornalieri a Siracusa. Di cosa si tratta? Promuovere Siracusa e il suo turismo o molto di più?

Si tratta di molto di più. Attraverso i workshop giornalieri offro l’opportunità di vivere una Siracusa movimentata e visivamente eccezionale. Di percepire il luogo e capirne l’essenza. Non si tratta solo di scattare con le migliori luci del giorno o prendere appunti sulla street photography , attraverso ‹‹Slowmotion›› i turisti saranno dei viaggiatori attenti e coscienti .

- Stai partendo per una nuova avventura. Cosa dobbiamo aspettarci da RZ nei sui futuri progetti professionali?

La vita è una avventura continua, slowmotion nasce per caso , da un sogno nel cassetto, così come tutti i miei viaggi ed esperienze. Al momento questo progetto sta occupando buona parte dei miei piani dell’immediato futuro. Voglio creare un incoming stabile , organizzare viaggi fotografici all’estero, e in cantiere abbiamo phototeraphy, slowmotion Photography Agency e tanto altro, chi ssà, magari farò una sede distaccata in Madagascar!

Al momento sono in viaggio verso Cipro e Londra per promuovere ‹‹Slowmotion›› e fotografare, ma di certo ci terremo aggiornati, keep calm and click!

Roberto Zampino

Sono un fotografo documentarista/ritrattista. Ho vissuto e lavorato come fotografo e insegnante di fotografia a Cipro, in Italia e Londra. Specializzato in fotografia di viaggio, sport e “story telling” , producendo fotografie che combinano il mio coinvolgimento con i soggetti con un estetica unica e mai distaccata. Sono un fotografo “out there” , nomade, con il particolare talento di adattarmi ad ogni situazione e ambiente creando legami unici con i soggetti delle mie fotografie . ____________________________________
I am a documentary portrait photographer - I lived and worked as a freelance and photography teacher in Cyprus , Italy and London . My speciality is story telling photography, extreme sport and travel photography. I try to shoot combining my engagement with my subject and with a unique and never detached vision and esthetic. I am. Out there nomad photographer with the particularity of being able to adapt to any environment and situation creating bonds with the subjects of my photography.

Sito web: www.robertozampinophoto.com Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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