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Intervista al fotografo internazionale Paolo Marchetti - Ho sempre percepito la Sicilia come una terra che bolle, un popolo che vibra di vita.

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Conobbi Paolo Marchetti grazie al Leica Award 2013 - Il suo Progetto Saudate Moon vinse il primo premio e fui così affascinato dalla profondità e dallo spessore di quei scatti che decisi di congraturarmi.

 

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Un anno dopo, con slowmotion, ho deciso di invitare Paolo a condividere la sua esperienza con noi qui in sicilia. Lui con grande umiltà e simpatia ha accettato  tenendo un workshop di altissima qualità che ha lasciato tutti noi con un ricordo indelebile. Anche quest'anno abbiamo deciso di invitare Paolo che ci trasporterà come solo lui sa fare all'interno del suo mondo fatto di storie e immagini.

Ecco l'intervista!

 

 

Come ti è sembrata la Sicilia e il workshop del 2015 ?

E' fin troppo facile elogiare la Sicilia, ma c'è una cosa che mi piace raccontare e che puntualmente accade ogni volta che scendo, qualcosa di travolgente che è incisa nell'indole dei siciliani, questa energia riscontrabile anche solo in un loro sguardo. Per me che per mestiere guardo con attenzione e soprattutto cerco di "sentire" la gente che incontro, è un dono che colma sempre il cuore e lo sguardo. Ho sempre percepito la Sicilia come una terra che bolle, un popolo che vibra di vita. Il workshop che feci mesi fa, mi restituì esattamente queste sensazioni.

 

Cosa è cambiato da allora nella tua vita professionale? ( inserisci national geographic , i premi, quanti ne hai adesso )

Sono arrivate diverse cose, traguardi che hanno segnato il mio percorso umano e professionale per sempre. Dopo il World Press Photo nella categoria "Natura" e la borsa di studio dell'Alexia Foundation (una delle più importanti del mondo), sono arrivati altri 22 riconoscimenti ma primo fra tutti, il risultato più incredibile è stato l'ingaggio da parte del National Geographic America che pubblicherà prossimamente un mio progetto su più di 20 pagine in più di 170 paesi in tutto il pianeta.

Un sogno diventato realtà, a dire la verità, il sogno di qualunque fotografo al mondo.

 

Cosa ti aspetti e cosa si dovranno aspettare i tuoi corsisti?

I miei corsisti dovranno aspettarsi l'unica cosa che posso davvero promettere, cioè la mia totale e sfiancante dedizione. Quello che mi aspetto io da loro è che accettino il mio invito ad aprirsi durante il confronto che terremo insieme in aula perchè quanto più riusciremo ad innescare un dialogo tanto più sarà utile il mio intervento nella loro fotografia. 

Odio l'idea di riempirgli la testa di chiacchiere che a fine giornata non gli lasciano nulla, quindi gli racconterò l'unico trucco che conosco per raggiungere i risultati che desidera a pieno chiunque ami questa disciplina...di cosa gli parlerò dunque?? Certamente di come non farsi dominare dalla smania di voler fare a tutti i costi queste maledette fotografie e cercherò di convincerli ad accettare la possibilità di tornare a casa senza immagini, ogni volta che non avranno accettato l'invito che la vita sempre ci fa, quello di ad aprirci completamente nei confronti dell'esperienza.

 

continua l'intervista ( http://www.slowmotiontravels.com/it/blog/intervista-esclusiva-a-paolo-marchetti.html )

 

CHI E' PAOLO MARCHETTI.

Paolo Marchetti è un fotogiornalista rappresentato dall’agenzia Getty Images,  fotografo del National Geographic e vive in Italia. Ha lavorato per circa tredici anni nel campo cinematografico, ricoprendo ogni ruolo del reparto Operatori al fianco di alcuni tra i più autorevoli direttori della fotografia italiani e stranieri e inizia in contemporanea i suoi studi fotogiornalistici prestando particolare attenzione alle tematiche politiche ed antropologiche.

Ha pubblicato i suoi lavori in diversi settimanali italiani tra cui L'Espresso (con cui collabora abitualmente), Internazionale, Vanity Fair, Marie Claire, Io Donna, Corriere della Sera e numerosi magazine stranieri tra cui 6MOIS, Sunday Times, British Journal of Photojournalism, The Guardian, Geo - Spiegel, Newsweek, CNN, New York Times, International Herald Tribune, Lightbox e Time.



Negli ultimi anni Marchetti ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali tra cui: L'IPA “International Photography Awards", il “Grand Prix de Paris -PX3”, finalista al "Louis Valtuena Award", 4 volte il "Best of Photojournalism" e 4 volte il "PDN’s Award, un secondo posto al "Sony WPO Award" e vincitore del "Getty Images Editorial Photography" 2012. Nel 2013 è finalista al "Leica Oskar Barnack Award" e tra il 2013 e il 2014 vince 4 "POY - Picture of the Year 2013, poi consegue il primo premio ANI Pix-Palace durante la venticinquesima edizione del festival "Visa pour L'Image" a Perpignan e vince sempre nel 2013 il "Leica Photographer Award”.

Ha raccontato storie lontano dal suo paese, realizzando reportage in Brasile, Centro America, Cuba, Haiti, Stati Uniti, Europa, India, Cina, centro Africa, Colombia ecc. Il suo progetto a lungo termine lo ha realizzato nel suo continente, lavorando per cinque anni in cinque paesi Europei, un'analisi sul sentimento della rabbia e sul risveglio del fascismo chiamato "FEVER".


 

 

SITO WEB : http://www.paolomarchetti.org/

 

Sito web Paolo Marchetti : 

 

PRESS dal sito: http://www.paolomarchetti.org/

 

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