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Viaggio fotografico a Venezia - Esperienza fotografica incredibile!

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Quando Vivi in un Luogo a Lungo, diventi cieco perché non Osservi più Nulla.

Io viaggio per non diventare cieco.

Josef Koudelka

 

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 "Ma forse la verità è che Venezia premia coloro che hanno il coraggio di perdersi"

scrive la blogger Letiia nel suo articolo " venezia amore ad ogni scatto " ed è stato proprio vero. Venezia ci ha premiati.  Armati di voglia di raccontare , esplorare  e macchine fotografiche noi di Slowmotion abbiamo cercato una Venezia meno turistica e più spontanea. Attraverso la fotografia ognuno di noi ha interpretato questi luoghi magici in maniera assolutamente differente,

 

La fotografia è d’altronde  Una realtà oggettiva che viene restituita al mondo con un taglio soggettivo. È una realtà filtrata e interpretata attraverso la nostra composizione e la nostra tecnica. Una visione del mondo divenuta unica.

 

Questi tre giorni ci hanno permesso di instaurare legami e cimentarci nella travel photography in uno dei luoghi più difficili da fotografare a causa della sua notorietà. Venezia possiede  una corazza ispessita da milioni di visitatori  che rendono difficoltosa la percezione della città. Lei in realtà è timida. Si cela alle spalle di piazza San Marco , lontano dai caffè a 4  Euro e i negozi di cianfrusaglie. Venezia veste tutte le maschere che gli vengono attribuite e solo chi si affida all'istinto, chi segue quel filo di Arianna immaginario tra i dedali di calli e fondamenta riesce a penetrare quella spessa corazza e scoprirne la natura lenta, introversa ed elegante.

 

La fotografia è stato il mezzo che ci ha spinto a voler vedere oltre, camminare per ore , mietere chilometri, dimenticarci di pranzare  e svegliarci alle 4 del mattino.  il workshop è stato caratterizzato da alcuni esercizi che hanno aiutato i partecipanti a sfidare la loro zona di conforto e realizzare fotografie inaspettate.  

 

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Il primo giorno abbiamo vagato senza scattare. Dopo un  introduzione alla street and travel ( le slide sono sotto) dovevamo respirare la città , immergerci e diventare un tutt’uno con l’ambiente. La fotografia è l’anello ultimo di una catena emozionale e culturale. Noi dovevamo assemblare quella catena prima dei click. Abbiamo osservato le movenze lente dei gondolieri e le espressioni di vecchi veneziani alle prese con discorsi politici.

 

Il secondo Giorno è stato dedicato all’esplorazione , al perdersi, allo scattare individualmente e al parlare con la gente. Non mi piace andare in gruppo quando si scatta. Avventarsi su qualcuno con 10 macchine fotografiche denatura il concetto di fotografia e di Decisive Moment, per cui i nostri workshop hanno momenti in gruppo e momenti di crescita personale in solitudine. Ai ragazzi è stato chiesto di prestare attenzione alla gente , ai movimenti e soprattutto concentrarsi a osservare. Ridurre la quantità è migliorare la qualità degli scatti. 

 

Una giornata produttiva, intensa, stancante ma che ci ha permesso di scovare chicche venete, aperitivi galleggianti e colori mozzafiato.

 

Il terzo giorno , Domenica , la sveglia ha suonato alle 4. Cercavamo una Venezia nuda. All’alba i colori dei lampioni si fondono con i primi raggi del sole che filtrano dalle nubi basse all’orizzonte. San Marco si estende a vista d’occhio quando è vuota. Una miracolo dell’architettura che con questa luce sembrava baciata da Dio. Anche le gondole sembravano oscillare più quietamente fissate con le loro corde ai pontili. Liz , una nostra ospite Blogger scrive:

Piazza San Marco dà l’impressione di essere infinita senza le migliaia di persone che di solito la popolano abitualmente. Niente venditori ambulanti, niente piccioni, niente di niente, solo silenzio. Alzo gli occhi e saluto il “paron de casa” (il campanile di San Marco) poi passo oltre e mi dirigo verso il bacino. Il blu della notte sta lasciando piano, piano il posto alle prime luci. Scatto qualche foto, ma è quasi un peccato guardare Venezia all’alba da dietro un obiettivo.

 

Il resto della giornata è stato dedicato all’esplorazione della laguna e delle isole di Murano, Burano e Torcello. Dopo questa doccia di colori e frittura di pesce quietamente, felici e con tanta bellezza ancora nel nostro immaginario termina la nostra avventura veneta. 

 

“SLOW” E  MOMOTION” , DALL’INGLESE MOVIMENTO LENTO E PONDERATO. UN ELOGIO ALLA CALMA ALLA SCOPERTA E ALL’OSSERVAZIONE.

L’uomo ha bisogno del viaggio, del vagabondaggio.  Perdersi nobilita l’animo e ritrovarsi fortifica l’anima.

 

 

 

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