Slowmotion - Viaggi fotografici e Workshop di Fotografia
 

Shanghai is a melting pot. "Does not matter who you are , you can find your place here.." - Scarlet

people of shanghai

 

Come si organizza un reportage fotografico? Da dove si inizia? Come si conosce un luogo sconosciuto? Come si doma la paura di un passo falso?

Roberto Zampino Photographer ha appena finito di chiederselo.. Di rientro dal suo viaggio in Cina per il reportage People of Shanghai, ci racconta la sua avventura attraverso centinaia di storie, foto, persone. In anteprima assoluta, prima che tutto questo diventi un libro!

 

"Avevo appena trascorso un mese in un igloo, vivendo tra neve e montagne. Il mio mezzo di trasporto era la tavola da snowboard e il mio compito quello di realizzare il  reportage della costruzione dell'igloo più grande al mondo.

 

Sembrava un sogno eppure ero li,  con la neve che ricopriva la macchina fotografica, un sorriso stampato nel mio volto e mani sempre congelate.

 

Tornato in Italia, soddisfatto e ancora esuberante  ricevo un messaggio da un editor Cinese. Dovevo ripartire, questa volta le montagne sarebbero state colossi di metallo e vetro e  il mio compito quello di raccontare la storia di una delle citta à più grandi al mondo: Shanghai.

 

Shanghai conta oltre 24 milioni di persone pari al numero di stelle che potevo contemplare dall'alto dei monti qualche giorno prima. Questa volta si trattava di un libro intitolato People of Shanghia.

 

Il briefing del mio editor era chiaro  dovevo riuscire a narrare  le sottigliezze e sfumature di Shanghai attraverso le persone che avrei incontrato e fotografato. Ho trascorso un mese per le strade della metropoli cinese, scoprendo, intervistando, fotografando e giocando con tutto quello che mi circondava come fossi in bambino. Dopo un mese di intenso fotografare  avevo ottenuto oltre 150 ritratti di stranieri che avevano condiviso con me la loro Shanghai, I loro desideri, speranze e timori

.

Shanghia non aveva più un volto ed una voce, bensi un coro formato da tante personalità , ognuna diversa dall'altra"



Vi aspettiamo il 5 Maggio  presso la sede di Hub Siracusa

 

in   Via Mirabella 29 - 96100 Siracusa|Ortigia con tutti gli amici diSlowmotion - photography holidays & workshops,

perchè siamo convinti che la condivisione di esperienze sia la più grande fonte di arricchimento!

 

Faremo un piccolo Aperitivo e poi ci tufferemo nelle storie di viaggio e di fotografia di Roberto Zampino e la sua avventura a Shanghia

 

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Pubblicato in Fotografia di viaggio

Viaggio Verso è diventato molto più di una semplice mostra fotografica. 

 

Il programma si è arricchito giornalmente con attività nuove, stimolanti e sempre relative al viaggio in tutte le sue forme.

Si passerà da workshop di fotografia a lezioni di yoga e calisthenics, da musica dal vivo a canti mongoli. 

Il concorso che permetteva di partecipare alla mostra ha riscontrato un successo inaspettato, centinaia le fotografia ricevute e tantissime le storie di viaggio. 

 

da stampare 1

 

Per quanto riguarda Instagram abbiamo avuto:

 

469 foto pubblicate

28.000 like

1.500 commenti

55.000 persone raggiunte

280.000 impression (numero di volte che i contenuti sono stati mostrati) !!!

Viaggio Verso ( #viaggioverso) ha fatto già il giro del mondo! Numeri straordinari per un evento che si prospetta unico nel suo genere!

 

Viaggio verso nasce da un'idea di Roberto Zampino e dalla collaborazione di più professionisti che si sono uniti allo sviluppo di questo evento. 

Cullemi Graphic si è occupato della grafica  e di tutto il materiale informativo, 

Marco Mirabito e Nowstudio hanno realizzato il sito (  www.viaggioverso.it ),

Federica Miceli e Social Media Change si sono occupati di tutta la parte social e promozionale,

Benedetto Speranza e Fast Copy sono stati un jolly insostituibile per trovare soluzioni e collaborazioni,

I ragazzi di Slowmotion hanno supportato l'evento, si sono dati da fare e si sono riuniti diverse volte pur di riuscire ad organizzare nei minimi particolari questa nostra iniziativa.

 

giuppy littlejosparrow

 

Programma Evento ( www.viaggioverso.it )

 

26 venerdi 18:30_ 
Apertura Evento con rinfresco / cortile 19:30_
Conferenza sulla fotografia di viaggio a cura di Roberto Zampino Photographer / sala conferenze 20:30_
Viaggio interiore “Conosci te stesso e conosci il mondo” a cura del dott. Andrea Bordone / sala conferenze 21:00_
Viaggio attraverso Instagram a cura di Federica Miceli di Social Media Change/ sala conferenze 21:30_
“Grazie”, spettacolo teatrale diretto dalll’attore e regista Massimo Tuccitto - Tu.Cci. / cortile 27 sabato 09:30_
Lezione di Yoga “Cultura del corpo e dello spirito” / Cortile Sacerdotesse Di Iside 11:30_
Workshop gratuito street photography a cura di Roberto Zampino / Cortile 16.00_
Lezione di Calisthenics - viaggio verso un corpo funzionale a cura di Mario Toro / cortile 18.00_
Viaggio verso la guarigione a cura di Patrizia Trapanese / sala conferenze
19.00_
Lettura portfolio gratuita (prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) / sala grande 19.30_
Storia di un reportage - L’Igloo più grande al mondo - Zermatt - a cura di Roberto Zampino / sala conferenze 20.00_
Around the world - 25 anni di viaggi - a cura di Massimo Cappuccio / sala conferenze 21:00_
Danza Orientale a cura di Sacerdotesse Di Iside e la scuola siracusana Yalla Yalla / Cortile 21:30_
Reggae night dj set, musica dal mondo / cortile 28 Domenica 09.30_
Meditazione e rilassamento - iniziare la giornata al meglio / sala grande  10.30_
Viaggio verso le bolle a cure del Circo Equilibristi Squilibrati Riccio
sala grande 11:30_
Workshop gratuito “fotografia per bambini” a cura di Roberto Zampino e Maddalena Mazzeo / sala grande 15.30_
Workshop gratuito fotografia di ritratto e model sharing con Roberto Zampino e MUA Barbara Coletti / sala grande
17.30_
Film Documentario - “Plemmirio l’ultima costa” di Antonio Caia / sala conferenze 18.00_
“Primi passi verso, in viaggio con mia figlia” a cura di Giusy Treccarichi / sala conferenze 18.30_
“Canti Mongoli” / sala conferenze 19.00_
“Viaggio e migrazione”, una storia di viaggio e speranza - incontro con Akinde / sala conferenze 20.00_
“Teoria del viaggio” a cura di Giorgio Franco / sala conferenze 20.30_
Premiazione concorso fotografico “ Viaggio Verso” / sala conferenze 21:00_
Percursioni africane a cura del musicista Oumy Mbaye / cortile

 

La Mostra

 

La mostra sarà divisa in alcune sezioni, la principale sarà allestita dal fotografo Roberto Zampino, dagli studenti dei corsi di fotografia Slowmotion e dai partecipanti nel concorso fotografico#viaggioverso. Una sala sarà dedicata ad Instagram e il primo anno di #Igerssiracusa che mira a raccontare il nostro territorio in chiave social. 
In una delle sale sarà allestita la personale dei Viaggiatori Massimo Cappuccio e Giusy Treccarichi. Massimo in 25 anni di viaggi ha viaggiato negli angoli più remoti del pianeta, scalando montagne e attraversando deserti.
Un lungo percorso attraverso le meraviglie naturali dei cinque continenti e le magie dei suoi popoli.
Un “relentless” come lo chiamerebbe B. Chatwin. Inoltre alcuni fotografi internazionali contribuiranno con i loro scatti.

 

Alcune delle foto presenti alla mostra, Vi aspettiamo!

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Prossimi Viaggi e Workshop:

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Pubblicato in Eventi

Che cosa è la fotografia ?

 

Una delle interpretazioni che amo dare alla Fotografia è che questa sia  l’istantanea di un' idea. 

Un mezzo sbalorditivo che ci permette di impadronirci di un istante e riscriverlo attraverso i nostri occhi.

 

bus ride in peru roberto zampino foto

 

 

- Tempo

La fotografia cattura quell’istante. Non uno qualsiasi, esattamente quello.

Il tempo è un fattore intrinseco della fotografia, Imperterrito fluisce mentre creiamo la nostra composizione, premiamo il pulsante di scatto e sentiamo le tendine della nostra reflex schioccare. 

Poi, eccolo. Congelato.

Quell’istante magico, elaborato e impresso in un materiale fotosensibile. 

Quell’istante  è l’ espressione presente di un mondo passato, una realtà illusoria. Ciò che vedi è divenuto parte di un passato arrestato in un immagine.

 

Il meccanismo innescato nella memoria a causa della temporalità dell’immagine  fotografica è ben descritto da Ronald Barthes nel suo libro “la camera chiara” .

 Immancabilmente alla visione di una fotografia ci s’inabissa nel passato. Si estrapolano ricordi deposti in cassetti chiusi a chiave dalla memoria.

Ci si tuffa all’indietro pervasi da un sentimento di impotenza nei confronti del tempo trascorso. 

Una foto può punzecchiare i nostri migliori meccanismi di difesa contro il passato, è per questo che spesso, concluso un rapporto sentimentale, le fotografie sono le prime cose a essere eliminate dalla vista.

 

canyon de colca - peru peru andes living in the mountains  chllihuani - quechua

 

- Spazio

La concezione spaziale è fondamentale in fotografia. Tutto ciò che sta davanti l'obiettivo rientra in questa categoria. Lo spazio delineato dall’inquadratura è il centro del nostro mondo in quell’istante.

Una realtà oggettiva che viene restituita al mondo con un taglio soggettivo. 

È una realtà filtrata e interpretata attraverso la nostra composizione e la nostra tecnica. Una realtà divenuta unica.

In ciò si loca il potere comunicativo della fotografia. Innumerevoli fotografi, fin da subito compresero l’enorme capacità di diffusione e divulgazione di realtà altrimenti nascoste o dimenticate. Per pura passione o bisogno di raccontare, questi iniziarono a puntare il loro obiettivo verso  tematiche scottanti, reportage e mondi lontani.

Luce, tempo e spazio,

questi tre elementi costruisco la base di quel meraviglioso mondo al quale milioni di persone si sono accostati e per il quale molti hanno mutato completamente il proprio modo di vivere.

Un ultimo grande, fondamentale, soggettivo  fattore rende una fotografia una vera e propria testimonianza temporale:

 

- L'idea

Come citato all’inizio “la fotografia è l’istantanea di un’idea”.

Fotografare è come scrivere: buttare giù idee e riorganizzarle.

Chi non possiede un’idea difficilmente potrà raggiungere livelli letterari superiori alla mera descrizione. Cosi come, chi non possiede idee raramente si sposta da un concetto di fotografia-ricordo a quello di fotografia-espressione.

Forse è proprio questo che costituisce quella differenza sottile tra chi fotografa e chi “veramente fotografa”.  

Nel dare una definizione  di Fotografia, l'idea è imprescindibile dall'immagine.

 

Fotografia:
Lo spazio di realtà, ibernato in quel preciso istante, in espressione di un idea.

 

a Nigerian lady living in Syracuse - people of syracuse

- L’idea .

 

peru andes living in the mountains

tutte le foto nell'articolo sono di proprietà ©roberto zampino

 

 

 

Pubblicato in Slowmotivation

Samuel Marchese e Martino Florio vogliono lanciare un messaggio importante attraverso la loro impresa. Roberto Zampino li ha seguiti in pattini.

 

18 tappe, tanti km e tanta voglia di portare un messaggio di speranza e determinazione. Da poco si è concluso Il giro d’Italia in handbike che i due atleti Samuel Marchese, 16 anni e Martino Florio, 49 hanno compiuto.

 

Partiti da Siracusa sono entrati trionfanti all’expò di Milano accolti da televisioni e radio. Con loro ha fatto ingresso anche un monito di speranza, una denuncia contro l’indifferenza e  la voglia di dimostrare che , come dice Samuel  - “la disabilità e negli occhi di chi la guarda” .

 

samuel  martino 1 82 copy

 

Il Reportage

Ho accettato ben volentieri di accompagnare questa allegra combriccola nella loro avventura. Conobbi Samuel per uno shooting "tour fotografici per tutti" e questo ragazzino timido mi fece subito simpatia.

Qualche settimana dopo Il padre, colonna portante del viaggio e infaticabile trasportatore di bagagli, veicoli, bevande e carrozzine, mi propose di unirmi alla loro carovana per raccontare la storia di un ragazzino che voleva dimostrare qualcosa al mondo. Io accettai immediatamente.

 

Il giro d'Italia ha subito continue posticipazioni dovute a promesse non mantenute e sponsor evanescenti.

Samuel è ancora nell'età in cui ogni cosa è possibile e a tutto si può rispondere con un leggero "e va bè!" e con la determinazione di un promettente atleta ha deciso che l'expò sarebbe stata la sua prossima meta ad ogni costo.

 

Le 18 tappe sono state segnate da spiacevoli inconvenienti e gioiose  conquiste . Una marcia a suon di pedalate che mi hanno aperto un mondo prima a me sconosciuto. Non tanto il significato sportivo dell'impresa ma l'umanità, l'amore e la voglia di non essere invisibile dietro ogni km.

 

samuel  martino 1 8 copy

Cosa ne sappiamo noi della disabilità?

Magari voi che leggete siete uno dei tanti che per premura parcheggia in un posto riservato ai disabili. Che saranno mai 5 metri, quelle strisce gialle, 2 minuti dentro al supermercato? Che ne sappiamo noi di centinaia di persone in un centro di Riabilitazione di Montecatone  che cercano di riprendersi dopo un incidente?

 

Grazie a Samuel e Martino ho potuto osservare e conoscere una realtà nuova.

La vita ci riserva continuamente delle sorprese inattese, quello che possiamo determinare noi è il come reagiamo.

Il viaggio di Martino e Samuel è un nobile gesto che sottolinea la necessità dell'essere umani di mettersi in gioco. 

Si deve dare sempre il massimo con ciò che si ha, dice Martino, che  ha detenuto il primato mondiale di immersione.  Tuttavia ci si scontra con una dura realtà che cerca di mettere letteralmente i bastoni tra le ruote delle loro handbike e sedioline a rotelle.

 

Si vive in una società assistenzialista, dove la disabilità viene creata. Si pensa che chi è in sedia a rotelle debba essere costantemente  assistito creando inconsapevolmente delle barriere nel modo di progettare e pensare.

 

Quello che hanno dimostrato SAmuel e Martino è la necessita di una cultura integrativa che non ghettizza il diverso o il disabile ma che lo include.

La cultura alla disabilità è ancora retrograda e superficiale. Molti degli hotel in cui siamo andati ci avevano promesso L'accessibilità che giunti sul posto si rivelava fittizia o inesistente.

Questo reportage si è trasformato in qualcosa di più profondo della semplice narrazione di un viaggio.

 

Come tutti i racconti  archetipici basati sul "viaggio dell'eroe" , la nostra avventura è permeata da un  significato profondo  che si cerca di trasmettere attraverso il viaggio .

Essere stato parte di questa carovana mi ha dato molti spunti su cui riflettere e riempito il cuore di determinazione e voglia di mettermi in gioco. Come dice Samuel: " se io posso farcela, qual'è la tua scusa per non farlo"

 

L'attrezzatura utilizzata per il reportage

Per seguire il reportage avevo bisogno di una strumentazione leggera, versatile e che mi desse il massimo della qualità.

Inoltre per riuscire ad ottenere immagini uniche ho deciso di seguire tutte le tappe con i miei pattini in linea (completamente consumati al termine dell’impresa)

 

Chissà cosa pensavano gli automobilisti quando incrociavano una banda variopinta fatta di 2 strani veicoli a 3 ruote, 2 tizzi che sfiorano l’asfalto, un folle con una macchina fotografica sui pattini, che a tutta velocità “gira vota e furria” (direbbero in siciliano) pur di scattare delle fotografie, il tutto seguito da due furgoni malconci, un cane affacciato dal finestrino e un paio di pattuglie della polizia, carabinieri o quel che sia. Io adoro il mio Lavoro!

 

Tornando all’attrezzatura, ho utilizzato:

- Fujifilm X T1 con 27mm 18 – 135mm 10 – 24mm

- Canon 6d con sigma art 35mm

- GoPro Hero 4 

- Roces (pattini)

 

«La disabilità è negli occhi di chi guarda»

Questa impresa nasce dalla nostra grande passione per lo sport e per la vita. Stiamo facendo questa traversata dalla Sicilia fino all’Expo di Milano proprio per dimostrare a tutti che la disabilità non esiste, perché non ostante le nostre difficoltà riusciamo a raggiungere i nostri obiettivi. Il nostro gruppo si chiama Freedom Angels perché ci sentiamo liberi di affrontare qualunque sfida,  la forza che ci consente di superare gli ostacoli non è quella fisica ma quella della volontà e della caparbietà. Quello che voglio dire a chi ha la perfezione nel fisico ma non riesce a mettersi in gioco nella vita è: se io posso farcela, qual è la tua scusa per non farlo?”. Samuel Marchese

 

Rassegna Stampa

 

http://buonenotizie.corriere.it/2015/08/13/samuel-marchese-vede-il-traguardo-destinazione-expo/

http://www.siracusanews.it/node/61806

http://www.deejay.it/news/dalla-sicilia-a-expo-2015-con-la-handbike-e-limpresa-dellatleta-samuel-marchese/437611/

http://cascina.fondazionetriulza.org/it/news/2015/08/14/dalla-sicilia-ad-expo-in-handbike-samuel-compie-limpresa/3380/

http://www.lapresse.it/foto/cronaca/samuel-marchese-arriva-dalla-sicilia-in-handbike-a-expo-milano-2015-1.746638?pos=3

http://www.iodonna.it/video-iodonna/personaggi-video/samuel-marchese-la-disabilita-e-negli-occhi-di-chi-guarda/

http://www.ansa.it/sito/photogallery/primopiano/2015/08/14/samuel-marchese-arrivato-ad-expo-in-handbike-dalla-sicilia_6d0ef55d-59ee-4f94-9021-045b285b641b.html

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_agosto_14/milano-expo-16enne-samuel-volata-all-expo-siracusa-bici-forza-braccia-null-video-1b1681b8-42ac-11e5-ab47-312038e9e7e2.shtml

http://www.reteregione.it/tag/samuel-marchese/

http://www.makeawish.it/il-sogno-di-samuel-in-bici-a-milano/

Video Introduttivo Slowmotion 

 

Video Corriere Della Sera

 

 

Immagini

 

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Pubblicato in Eventi

Dal blog www.robertozampinophoto.com 

 

Con gli anni la  fotografia é diventata parte integrante della mia vita. Non è solo un lavoro ne la definirei  una passione. La fotografia é diventata uno stile di vita.

Con gli anni mi sono reso conto che la fotografia ha rinforzato alcuni aspetti del mio carattere, smussato altri ed é stata una grande maestra di vita.

Se non avessi avuto avuto la mia macchina fotografica tra le mani non avrei mai vissuto buona parte delle magnifiche esperienze che mi hanno formato .

Ho incontrato persone eccezionali, scoperto l’essenza di molte città , ho  viaggiato e ho condiviso questo amore con tutti i miei studenti.

 

QUESTA É UNA PICCOLA LISTA CHE SCHERZOSAMENTE HO REDATTO CON

LE 50 COSE CHE HO IMPARATO GRAZIE ALLA FOTOGRAFIA

 

La fotografia mi ha insegnato:

 

  • - Ad essere me stesso e credere i quello che faccio, senza compromettere il mio lavoro, il mio stile e la mia voglia fare
  • - Ad essere più’ curioso
  • - A gettarmi a capofitto in cio’ che accade e scoprirne le radici
  • - A non aver timore del confronto , a mostrare i propri lavori, accettare i feedback e apprezzare le critiche costruttive
  • - A discutere con perfetti estranei da ogni parte del mondo
  • -  A mandare centinaia di email per riuscire a pubblicare un articolo

roberto zampino street documentary photographer bolivia - el alto market la paz

 

- Ad esplorare un nuovo mondo ogni volta che faccio un passo fuori casa

- Ad andare a lavorare e pensare “ e mi pagano pure per fare quello che faccio

- A non accontentare il cliente,  ma sorprenderlo con le caratteristiche che definiscono la mia fotografia

- A non fare l’errore numero uno di molti i “photographers” su Facebook – essere uguale agli altri

- A non sottovalutare il mio lavoro facendolo pagare miseria e rovinare il mercato

 

- A dire NO.

 

  • - Ad avere pazienza
  • - Ad aspettare il momento adatto
  • - Ad essere Spontaneo

roberto zampino lastminute spontaneity champion -  il giornale di sicilia

 

  • - A riuscire ad apprezzare la bellezza nelle piccole cose
  • - Che la fotografia é un mezzo di comunicazione  potentissimo
  • - A spendere giornate intere a passeggiare osservando e scattando fotografie con il cuore
  • - Che si impara sempre e da tutti.
  • - Che il click é una conseguenza non una motivazione

  • - Che un ritratto a volte va chiesto , a volte va rubato e a volte va solo ricordato
  • - Che una buona foto racconta non descrive
  • shootgun in cyprus - wedding photography - roberto zampino
  • - A non fare l’errore numero due di molti “photographer” su facebook – discutere solo tecnologia e macchine fotografiche
  • - A capire che un bravo fotografo può realizzare opere d’arte con una DSLR , telefonino, compact, foro steneopeico
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  • - Che una macchina fotografica professionale ê semplicemente la macchina fotografica utilizzata da un professionista

  • - Che le scuse non portano indietro un momento perso. Meglio star zitti e prevedere la prossima azione
  • - Che l’unico modo di far bene quello che si fa é amare profondamente 
  • - Che le tue foto avranno sempre qualcosa di sbagliato
  • - Che ci sara sempre un blogger, un Facebook user  che dira’  “ bella ma io avrei fatto …. “ o “ bella , peccato … bla bla)
  • - Che in fotografia si deve osare

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  • - Che ci sara sempre qualcuno che ti dira’ “ bella foto! che macchina fotografica hai utilizzato? certo… con macchine come la tua…” e verrà zittito quando spiegherai che é una foto fatta con ilcellulare.
  • - Che qualche zia, sorella, amica di amici, cugine di parenti, parenti di nipoti hanno una macchina fotografica e sono dunque sono  fotografi ..semplicemente sorridete 
  • - Che il sito é una finestra sul mondo e si é valutati al 90 percento per come é strutturato e non per quello che ci inserite… io ancora devo capirlo meglio
  • - Che fotografare significa combinare reattività, creatività, tecnica e follia (almeno nel mio caso)
  • - Che la fotografia è una scelta costante, quale macchina, quale momento, quale soggetto, quale iso, quale setting, che foto lasciar, quale eliminare, quale pubblicare, quale ritoccare… e che l’indecisione porta al fallimento. meglio osare, rischiare ed eventualmente sbagliare invece di non aver tentato affatto per timore di fallire
  • - Che per migliorare si deve praticare giornalmente.

  • - Che non ci sono scorciatoie, solo strade differenti da percorre
  • - Che devi essere capace di spiegare il proprio stile in 2 linee , altrimenti non hai capito che tipo di fotografo sei
  • - Che avere timore di fotografare qualcuno equivale a non comprendere il significato reale di quello scatto.
  • - Che in una storia di 3000/4000 scatti solo 10/15 verranno scelti … rassegnati
  • - Che il successo si raggiunge quando si vive la vita che si desidera o si comprende che si é nella giusta direzione, magari con ostacoli quasi insormontabili , ma comunque nella giusta direzione, e non da quanti servizi, pubblicazioni vendete.
  • - Che ogni millimetro della nostra composizione ha un significato
  • - A non giudicare e rimanere oggettivi di fronte alle mie storie,  cercando di indagare profondamente le motivazioni e il passato dei miei soggetti.
  • - Che il primo a dover sorridere é il fotografo, non il soggetto 
  • - Che reprimere se stessi e accontentarsi di vivere una vita che  non é la vostra non é ciò per cuil’essere umano é stato designato.
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  • - Che far parte delle masse uccide la creatività e determina stereotipi di vita alla qualche inconsciamente ci si adatta.
  • - Che cio’ che viene insegnato a scuola e che spesso i vostri più cari cercano di inculcarvi non ê sempre la cosa migliore per voi ma quello che loro credono la più’ sicura. 
  • - Che non si vive per lavorare, e non si studia per trovare un lavoro.  Ma si Lavora per costruire un sogno e si studia per rinforzarne le fondamenta 
  • -Che la vita é troppo breve per essere troppo seri – quindi Scattate e divertitevi 

Pubblicato in Slowmotivation

..La diversità è L’unica cosa che abbiamo veramente tutti in comune, celebriamola ogni giorno … questo è un invito alla condivisione e riflessione -‪#‎weareallhumans‬

Un sospiro di umanità. Una storia bella che nel marasma cupo delle notizie di cronaca tenta di regale un sorriso. Una storia di immigrazione, di mare, di pericoli... raccontata con parole e qualche scatto con il cellulare,

 

 

 

Roberto Zampino racconta cosi quest'incontro a Roma,

vissuto in prima persona e raccontato nel suo blog

 

 

Da oggi tutti i workshop , viaggi fotografici e iniziative Slowmotion contribuiranno attraverso  una percentuale volontaria  al sostegno di questa meravigliosa famiglia.

La fotografia non è solo piacere estetico, è raccontare storie e cercare di divenare protagoniosta di un cambiamento. noi ci proviamo :) buona lettura 

 

(...)

- Le bambine sono bellissime. Sorridenti e solari , incantate da tutto ciò che le circonda varcano la soglia del terminal 3 e io emozionato come non mi era mai capitato osservo incredulo. Ci eravamo riusciti. Sono orgogliosissimo della mia famiglia e mi scappa qualche lacrima che tento di nascondere. La polizia mi ferma mentre cerco di fotografare questo miracolo – E’ vietato fotografare in aeroporto.

La diffidenza iniziale si dissipa dopo qualche scatto e tanti giochi. Io e le bimbe corriamo per i duty free e saliamo le scale mobili al contrario.  Oggi 9 e 13 anni, le piccole K e D si riuniscono alla mamma che avevano salutato anni prima. Per loro inizia una storia nuova. Un avventura che avrà tante difficoltà ma anche tutto il supporto di due famiglie che le adorano. La loro e la nostra. ( leggi tutto il racconto qui )

 

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http://www.robertozampinophoto.com/una-storia-a-lieto-fine-da-immigrati-al-ricongiungimento-familiare/

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Le chiamano invasioni digitali - un'idea meravigliosa per dar vita e " svecchiare" l'incredibilmente vasto patrimonio culturale italiano. 

http://www.invasionidigitali.it/it/content/lidea

 

Noi di Slowmotion e Igers Siracusa ( instagrammers ) non potevamo non aderire ad un iniziativa simile!


L'idea in breve è quella di donare visibilità ad un luogo attraverso la pubblicazione in massa di immagini che possono essere tracciate attraverso l'utilizzo di hashtag. Per chi masticasse meno il dialetto digitale, attraverso la fotografia si intende restituire una visibilità diversa ad un determinato luogo.


Tra tutti i luoghi a nostra disposizione tuttavia abbiamo scelto uno dei più discussi e combattuti nel comune di Siracusa. Un luogo che ha del magico e del maledetto. Chiuso da circa 57 anni, Il teatro comunale di Siracusa è un piccolo gioiello nascosto nel cuore di Ortigia. Un luogo contraddittorio fatto di false speranze e attese che hanno privato i cittadini siracusani del loro teatro. 

 

Durante l'invasione digitale abbiamo reso possibile  a tutti i siracusani l'opportunità di vistarlo e goderne le bellezze. Un posto che ha respirato vita è allegria per qualche ora prima che i cancelli si serrassero nuovamente . Il successo dell'evento è misurabile grazie alla quantità di immagini presenti in rete e al flusso di gente, cittadini e turisti che incuriositi dalla riapertura hanno deciso di visitare il teatro.

 

Su facebook  centinaia di drappi rossi hanno invaso la nostra bacheca. Fotografie su fotografie che esplicitavano il desiderio dei cittadini di riavere il loro teatro. Un invasione che ha dato voce al popolo e  tutti noi che ci siamo espressi attraverso l'utilizzo del nostro mezzo fotografico. Un invasione che ha avuto anche una sorta di valenza politica incitando il desiderio di poter fruire di un teatro di tale splendore. 

Siracusa New scrive

Federica Miceli e Roberto Zampino sono gli organizzatori dell'evento, due giovani ragazzi con la passione per la fotografia e la propria città. Approfittando dell'evento di Invasioni Digitali, che una volta l'anno permette di riaprire i luoghi della cultura al pubblico e che a Siracusa si svolge dal 24 aprile al 3 maggio, i due hanno pensato di far aprire le porte del teatro a chiunque avesse voglia di visitarlo.

Video: http://www.siracusanews.it/node/58968

 

Durante la manifestazione sono sorte spontanee anche delle piccole scenette teatrali e improvvisazioni che hanno contribuito con  del candore umano alla bellezza del luogo, 

Massimo Tuccittto, teatrante ci racconta:


"Giorno 30 Aprile ho trascorso più di mezza giornata all'interno del Teatro Comunale di Siracusa, grazie all'iniziativa di Slowmotion e Instagram Siracusa, io ho solo dato una mano, un plauso a loro che ci hanno dato nuovamente lo possibilità di rivederlo aperto. Mi sono piazzato alla porta a controllare il flusso, tanta gente è accorsa a scattare foto e a curiosare, tanta gente ha chiesto: "Ma è aperto solo oggi?", "Ma si svolgeranno delle opere teatrali, musicali a breve?" e noi a rispondere imbarazzati che "Boh?...Chi lo sa...". Triste.

Se da un lato queste iniziative mi danno gioia, dall'altro il mio animo si riempie di una strana forma di malinconia. Scrivo "una strana forma di malinconia", perché in effetti la malinconia è un sentimento che si prova quando manca qualcosa che prima si viveva, esisteva e poi è svanita. Nel caso del Teatro Comunale di Siracusa, io, teoricamente non potrei immalinconirmi per un qualcosa che non ho mai vissuto, ma arriva lo stesso perché i racconti di chi lo ha visto attivo si moltiplicano nella mia mente, da mia zia e le sue sfilate, ai racconti sulle operette liriche della mia vicina di casa anziana.  Mi manca qualcosa qui a Siracusa, mi manca il teatro in genere.

Finché quel luogo non verrà aperto ed utilizzato per quello che è (cioè un teatro e non un museo), la cultura del teatro mancherà a Siracusa. Questo è il mio grido. "Un popolo senza teatro è un popolo morto" diceva Federico Garcìa Lorca.

 

 Un’esperienza che ci ha dimostrato ancora una volta che determinazione e voglia di fare posso aprire tante porte, anche quelle di un teatro chiuso da 57 anni!

Per vedere le altre foto cercate su instagram #teatrocomunaleinvaso #siciliainvasa2015 #invasionidigitali2015 e ovviamente #igerssiracusa !

 

 

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Quando Vivi in un Luogo a Lungo, diventi cieco perché non Osservi più Nulla.

Io viaggio per non diventare cieco.

Josef Koudelka

 

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 "Ma forse la verità è che Venezia premia coloro che hanno il coraggio di perdersi"

scrive la blogger Letiia nel suo articolo " venezia amore ad ogni scatto " ed è stato proprio vero. Venezia ci ha premiati.  Armati di voglia di raccontare , esplorare  e macchine fotografiche noi di Slowmotion abbiamo cercato una Venezia meno turistica e più spontanea. Attraverso la fotografia ognuno di noi ha interpretato questi luoghi magici in maniera assolutamente differente,

 

La fotografia è d’altronde  Una realtà oggettiva che viene restituita al mondo con un taglio soggettivo. È una realtà filtrata e interpretata attraverso la nostra composizione e la nostra tecnica. Una visione del mondo divenuta unica.

 

Questi tre giorni ci hanno permesso di instaurare legami e cimentarci nella travel photography in uno dei luoghi più difficili da fotografare a causa della sua notorietà. Venezia possiede  una corazza ispessita da milioni di visitatori  che rendono difficoltosa la percezione della città. Lei in realtà è timida. Si cela alle spalle di piazza San Marco , lontano dai caffè a 4  Euro e i negozi di cianfrusaglie. Venezia veste tutte le maschere che gli vengono attribuite e solo chi si affida all'istinto, chi segue quel filo di Arianna immaginario tra i dedali di calli e fondamenta riesce a penetrare quella spessa corazza e scoprirne la natura lenta, introversa ed elegante.

 

La fotografia è stato il mezzo che ci ha spinto a voler vedere oltre, camminare per ore , mietere chilometri, dimenticarci di pranzare  e svegliarci alle 4 del mattino.  il workshop è stato caratterizzato da alcuni esercizi che hanno aiutato i partecipanti a sfidare la loro zona di conforto e realizzare fotografie inaspettate.  

 

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Il primo giorno abbiamo vagato senza scattare. Dopo un  introduzione alla street and travel ( le slide sono sotto) dovevamo respirare la città , immergerci e diventare un tutt’uno con l’ambiente. La fotografia è l’anello ultimo di una catena emozionale e culturale. Noi dovevamo assemblare quella catena prima dei click. Abbiamo osservato le movenze lente dei gondolieri e le espressioni di vecchi veneziani alle prese con discorsi politici.

 

Il secondo Giorno è stato dedicato all’esplorazione , al perdersi, allo scattare individualmente e al parlare con la gente. Non mi piace andare in gruppo quando si scatta. Avventarsi su qualcuno con 10 macchine fotografiche denatura il concetto di fotografia e di Decisive Moment, per cui i nostri workshop hanno momenti in gruppo e momenti di crescita personale in solitudine. Ai ragazzi è stato chiesto di prestare attenzione alla gente , ai movimenti e soprattutto concentrarsi a osservare. Ridurre la quantità è migliorare la qualità degli scatti. 

 

Una giornata produttiva, intensa, stancante ma che ci ha permesso di scovare chicche venete, aperitivi galleggianti e colori mozzafiato.

 

Il terzo giorno , Domenica , la sveglia ha suonato alle 4. Cercavamo una Venezia nuda. All’alba i colori dei lampioni si fondono con i primi raggi del sole che filtrano dalle nubi basse all’orizzonte. San Marco si estende a vista d’occhio quando è vuota. Una miracolo dell’architettura che con questa luce sembrava baciata da Dio. Anche le gondole sembravano oscillare più quietamente fissate con le loro corde ai pontili. Liz , una nostra ospite Blogger scrive:

Piazza San Marco dà l’impressione di essere infinita senza le migliaia di persone che di solito la popolano abitualmente. Niente venditori ambulanti, niente piccioni, niente di niente, solo silenzio. Alzo gli occhi e saluto il “paron de casa” (il campanile di San Marco) poi passo oltre e mi dirigo verso il bacino. Il blu della notte sta lasciando piano, piano il posto alle prime luci. Scatto qualche foto, ma è quasi un peccato guardare Venezia all’alba da dietro un obiettivo.

 

Il resto della giornata è stato dedicato all’esplorazione della laguna e delle isole di Murano, Burano e Torcello. Dopo questa doccia di colori e frittura di pesce quietamente, felici e con tanta bellezza ancora nel nostro immaginario termina la nostra avventura veneta. 

 

“SLOW” E  MOMOTION” , DALL’INGLESE MOVIMENTO LENTO E PONDERATO. UN ELOGIO ALLA CALMA ALLA SCOPERTA E ALL’OSSERVAZIONE.

L’uomo ha bisogno del viaggio, del vagabondaggio.  Perdersi nobilita l’animo e ritrovarsi fortifica l’anima.

 

 

 

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“Slow” e  momotion” , dall’inglese movimento lento e ponderato. Un elogio alla calma alla scoperta e all’osservazione.

L’uomo ha bisogno del viaggio, del vagabondaggio.  Perdersi nobilita l’animo e ritrovarsi fortifica l’anima. Questo è il senso che noi diamo ai nostri viaggi fotografici . Non solo fotografia , corsi, scatti incredibili, ma un esperienza di pura introspezione e osservazione. Slowmotion Photography holidays and Workshop approderà a Venezia, cercando di raccontarne la natura più timida e discreta.

Slowmotion ha un duplice compito.

 

 

 

Raccontare storie e scoprire se stessi attraverso la fotografia.

Chi partecipa al workshop non sarà testimone di lezioni tenute da professionisti del settore ma diventerà parte di una realtà fotografica in espansione che pone il viaggio, la cultura e allegria al centro della sua filosofia. Il workshop sarà tenuto da un fotografo di viaggio internazionale , Roberto Zampino, siciliano e girovago ( in dialetto Peri Longu - piede lungo) che con il suo solito modo passionale trasmetterà la sua esperienza e la sua voglia di osare. Lo scopo del workshop sarà quello di perdersi e ritrovarsi. Condividere la propria passione ed imparare a centellinare gli scatti,regalandosi delle immagini uniche e profonde. Venezia sarà invasa da un nugolo di professionisti, amatori, instagrammers , blogger che cercavano di sfidare i clichè e dare una veste nuova a una delle città Più affascinanti al mondo

 

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info sul workshop

 

Il prezzo del workshop include le 3 lezioni e il portfolio review. 

Il nostro fotografo sarà presente per insegnarvi l’approccio alla travel and street photography e partecipando al workshop si entra a far parte di una realtà fotografica in espansione.

L’hotel dove alloggeranno buona parte dei partecipanti è in San Geremia . Abbiamo deciso di non includere l’alloggio nel prezzo per dare libertà a chi volesse partecipare al workshop evitando i costi dell alloggio.

Noi inizieremo alle 16 di Venerdi 24 e termineremo la domenica intorno alle 17

Il luogo esatto dell’incontro è Campo san geremia: dopo la stazione dei treni S. Lucia  in un campo dove c'è Tezenis

Per info e dettagli http://www.slowmotiontravels.com/it/viaggi-fotografici/item/101-viaggio-fotografico-workhop-a-venezia.html

 

 

Buona Luce

Roberto

Pubblicato in Fotografia di viaggio

Ho frequentato l'accademia di belle arti di Macerata e trovarmi a parlare di fronte a centinaia di studenti di un corso simile a Catania è stato emozionante. 

Provenendo dallo stesso percorso di studi ed essendo relativamente fresco di laurea mi sono immedesimato nelle paure e nelle incertezze dei miei interlocutori. "Riusciremo mai a fare ciò che desideriamo?" " troveremo mai un lavoro"?  Mi chiedevo le stesse cose.

 

Nessuna università assicura un lavoro per cui sono convinto che sia meglio studiare qualcosa che veramente piace e questo fù il motivo della mia carriera universitaria. Viviamo in una società che tende a preparare il futuro lavoratore a diventare parte di un sistema lavorativo dedito alla carriera, al bisogno e al posto di lavoro. Nessuno mi diceva di sbagliare, di rischiare, di sognare alto. Il rischio fa male, cadere è pericoloso e per rialzarsi hai bisogno del doppio della forza.

Vivere senza sogni  è il vero rischio. L'immobilità e la passività sono alla base dell'infelicità. Volete qualcosa nella vita? andate a prenderla. 

Questo avrei voluto sentirmi dire nei miei anni di università. Volevo sentirmi dire " ci puoi riuscire" , "fatti male", "segui le tue passioni" eppure spesso le conversazioni vertevano verso "l'arte è morta" , "la fotografia non ti darà da mangiare". 

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Davanti ad una platea di 160 studenti universitari ho voluto, non solo spiegare la fotografia di viaggio, ma  suggerire l'atteggiamento positivo con cui si inseguono i propri sogni. La differenza tra chi riuscirà e chi purtroppo no sta nella perseveranza e nella capacità di dare ascolto solo a chi come te ha deciso di rischiare. 


La lezione di circa 2 ore è stata movimentata e intervallata da immagini, racconti, episodi e battute. Ho portato in aula le mie esperienze, pubblicazioni e l'atteggiamento professionale con il quale affronto i miei viaggi.

Tutto ritorna ad un paio di concetti fondamentali:


- si te stesso  

- il click è il vertice ultimo di una grande preparazione, l'ultimo anello di una catena.

- esci dalla confort zone

- osserva

- osa


Ho deciso di pubblicare le slide che ho mostrato così da condividere con tutti i lettori questa meravigliosa esperienza che il gruppo di lavoro The Dot Creative ha organizzato al palazzo della cultura di Catania con l'accademia di belle arti.

Buona Visione ,

Non dimenticatevi di seguire la pagina!

 

 Fotografia di viaggio - atteggiamento e idee per la fotografia di viaggio 

 

 

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